Il chitosano è un ingrediente naturale derivato dalla chitina, sostanza presente nei gusci dei crostacei. Si tratta di una molecola di grande interesse nel settore degli integratori alimentari, perché particolarmente apprezzata per le sue numerose proprietà benefiche, ampiamente descritte in letteratura sia tramite trials clinici che studi sperimentali. I prodotti a base di chitosano, quindi, rappresentano l’ultima frontiera della supplementazione alimentare.

Nei prossimi paragrafi, vedremo nello specifico a cosa serve, dove si trova e i possibili effetti collaterali, evidenziando però anche i vantaggi competitivi che può offrire a chi opera nel mercato degli integratori.

Cos’è il chitosano

Il chitosano, o poliglucosamina, è una fibra naturale ottenuta dalla chitina, una sostanza presente nei gusci dei crostacei come gamberi, granchi e aragoste, ma anche all’interno delle pareti cellulari dei funghi. Il processo di trasformazione della chitina in chitosano prevede una deacetilazione chimica, che la rende una fibra solubile e facilmente assimilabile dall’organismo umano. Grazie a questa procedura, è diventato l’ingrediente ideale per una vasta gamma di integratori alimentari destinati a migliorare la salute e il benessere dei consumatori.

Proprietà del chitosano

Il chitosano possiede diverse proprietà benefiche che lo rendono un componente prezioso per la salute generale della popolazione. Tra le principali troviamo:

  • riduzione dell’assorbimento dei trigliceridi nel sangue;
  • abbassamento dei livelli di colesterolo LDL, responsabile di numerosi problemi cardiovascolari;
  • controllo della placca ateromasica, gli studi su piccoli roditori, infatti, hanno mostrato che il chitosano aiuta a regolarne le dimensioni;
  • benefici per l’insufficienza renale, dati dalla riduzione dei livelli di urea e creatinina nel sangue, dall’aumento di appetito e forza muscolare e dal miglioramento della qualità del sonno.

A cosa serve il chitosano

Tra i benefici di questa sostanza, ce n’è uno in particolare che lega chitosano e colesterolo. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha autorizzato l’uso del claim indicante il chitosano utile al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue. Questo claim è applicabile solo per prodotti che garantiscono un apporto giornaliero di 3 grammi di chitosano, accompagnato dall’informazione che gli effetti benefici si ottengono con l’assunzione quotidiana di tale quantità.

Gli integratori per il sistema metabolico come Lipiban di Cor.Con. International, sono formulati per dare supporto nel controllo del colesterolo, riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari. La sua formula, infatti, è clinicamente testata: tramite uno studio in doppio cieco si è messo in evidenza il ruolo della poliglucosamina (PG), una forma standardizzata di chitosano a basso peso molecolare e alta capacità di legare acqua e lipidi, nella riduzione significativa del peso corporeo, del colesterolo totale, ma anche nella diminuzione dei livelli di LDL e trigliceridi, in pazienti con iperlipidemia di tipo IIb e con un BMI tra 25 e 30.

Dove si trova il chitosano

Il chitosano è disponibile nel mercato in diversi formati e formulazioni. Lo troviamo all’interno di:

  • integratori alimentari: capsule, compresse e polveri che spesso combinano il chitosano con altri micronutrienti per massimizzarne gli effetti benefici;
  • prodotti dietetici: prodotti formulati specificamente per la gestione del peso, in cui il chitosano è l’ingrediente principale;
  • alimenti arricchiti: esistono anche alimenti a base di chitosano che possono essere integrati nella dieta quotidiana per sfruttarne i benefici in modo naturale.

Controindicazioni del chitosano come integratore

Come tutti gli integratori, il chitosano può presentare controindicazioni ed effetti collaterali. È essenziale che i produttori e i distributori informino adeguatamente i consumatori riguardo a questi aspetti. Esistono, infatti, alcune condizioni per cui sarebbe meglio consultare il proprio medico curante, tra queste:

  • gravidanza: non essendoci informazioni dettagliate sulla loro assunzione nelle donne incinte, è meglio evitare di assumerlo se si aspetta un bambino;
  • interazioni con farmaci: il chitosano potrebbe interferire con l’assorbimento di determinati farmaci, per esempio alcuni anticoagulanti, pertanto è consigliabile rivolgersi un medico prima di iniziare l’assunzione.

Infine, alcuni individui riferiscono di aver sperimentato durante il trattamento problemi gastrointestinali lievi, come gonfiore, gas o diarrea.

Benefici del chitosano per il mercato degli integratori

Per le aziende farmaceutiche e i distributori, il chitosano rappresenta l’opportunità di espandere il proprio portafoglio di prodotti e soddisfare la crescente domanda di soluzioni naturali per la salute e il benessere. Puntare su questa tipologia di prodotti comporta diversi vantaggi, tra cui:

  • l’innovazione di prodotto: si tratta, infatti, di portare sul mercato prodotti innovativi, in grado di rispondere alle esigenze anche dei consumatori più attenti alla salute;
  • il vantaggio competitivo: avere nella propria offerta di integratori prodotti a base di chitosano può far emergere l’azienda e aiutarla a distinguersi dai concorrenti, grazie alle proprietà uniche della sostanza e ai suoi benefici comprovati;
  • l’attrattività per i consumatori: la crescente attenzione dei consumatori verso ingredienti naturali e sostenibili rende il chitosano un elemento attrattivo per sviluppare delle linee di prodotti salutistici realmente d’impatto.

Conclusione

Possiamo concludere affermando che il chitosano è, senza ombra di dubbio, un ingrediente versatile e promettente nel settore della nutraceutica, con benefici comprovati soprattutto per la salute cardiovascolare. Aziende farmaceutiche e distributori, grazie al chitosano, hanno l’opportunità di introdurre prodotti innovativi sul mercato e rispondere alle esigenze di consumatori sempre più informati e attenti.