L’epilessia infantile è una condizione neurologica molto complessa: oltre alle più conosciute convulsioni, infatti, numerosi studi epidemiologici hanno rilevato che le persone affette da epilessia hanno una maggiore incidenza di disturbi somatici e psichiatrici rispetto alla popolazione generale. Sono quelle che, in gergo medico, vengono chiamate comorbidità e che sono fondamentali da riconoscere e studiare perché incidono profondamente sulla qualità della vita e lo sviluppo dei bambini.
In questo articolo, cercheremo di dare una breve panoramica sui diversi tipi di comorbidità dell’epilessia e il loro impatto sulla vita dei giovani pazienti, analizzandone quindi le conseguenze, gli approcci terapeutici e le prospettive future.
Il termine comorbidità si riferisce alla presenza di uno o più disturbi o malattie in concomitanza con una malattia primaria. Nel contesto dell’epilessia, le comorbidità possono comprendere una vasta gamma di disturbi cognitivi ed emotivi. Tra questi i disturbi del sonno e la depressione sono frequentemente riscontrati, rendendo così la gestione terapeutica ancora più complessa.
Nei bambini sono frequenti i disturbi comportamentali e psichiatrici, che spesso rimangono non trattati o non diagnosticati. Si tratta di problematiche che possono manifestarsi prima dell’inizio dei primi sintomi dell’epilessia infantile e persistere anche dopo la scomparsa delle crisi.
L’epilessia nei bambini si presenta, nel 60% dei casi, con comorbidità neuropsichiatriche come il ritardo dello sviluppo intellettivo. Tra le patologie associate, la più comune è l’ADHD, che si verifica nel 40% dei casi con comorbidità. I bambini con epilessia e ADHD manifestano deficit nell’inibizione della risposta, nella memoria di lavoro e nella formazione di concetti astratti, e hanno maggiori rischi di insuccesso scolastico e di sviluppare un disturbo oppositivo. I sintomi dell’ADHD spesso mascherano o vengono confusi con quelli dell’epilessia, ritardando così la diagnosi e il trattamento.
Gli studi di qualità sulla comorbidità in età infantile attualmente disponibili sono limitati e poco adeguati. Tuttavia, per quanto riguarda l’epilessia, i dati raccolti sono leggermente più robusti e confermano ciò che abbiamo appena detto, ovvero un’elevata incidenza di alcuni disturbi psichiatrici. Come abbiamo anticipato, tra le comorbidità cognitive più comuni vi sono i disturbi dell’apprendimento e la disabilità intellettiva. I bambini con epilessia possono presentare difficoltà significative nel processo di apprendimento, che si manifestano con problemi di memoria a breve termine, concentrazione e capacità di pianificazione. Non bisogna, inoltre, dimenticarci delle comorbidità emotive come la depressione e l’ansia che incidono in modo significativo sul benessere di bambini e ragazzi affetti da questa patologia.
Conoscendo questi dati, è chiaro quindi che sono diversi i cambiamenti comportamentali dei bambini causati dall’epilessia. Pertanto è fondamentale monitorare attentamente i piccoli pazienti in modo da prevenire conseguenze importanti, assicurando così un intervento tempestivo, indispensabile per favorire uno sviluppo armonioso e sano del bambino.
Le comorbidità dell’epilessia non si limitano a influenzare la sfera cognitiva ed emotiva, ma hanno anche un impatto diretto sulla qualità della vita e sullo sviluppo globale del bambino. Condizioni come le convulsioni psicogene, i problemi somatici e psichiatrici e i disturbi del sonno possono compromettere le attività quotidiane, il rendimento scolastico e le relazioni sociali. Le conseguenze dell’epilessia infantile sono, quindi, da valutare in modo attento e preciso: il fine ultimo è sempre quello di garantire la salute del bambino, il suo benessere complessivo e, soprattutto, un percorso di crescita sano ed equilibrato.
La gestione delle comorbidità nell’epilessia infantile richiede un approccio integrato che includa sia trattamenti farmacologici che non farmacologici. La polifarmacoterapia nell’epilessia, pur essendo necessaria in molti casi, presenta delle criticità, come il rischio di interazioni tra farmaci e una maggiore incidenza di effetti collaterali. Per questo motivo, l’approccio terapeutico deve essere attentamente monitorato e personalizzato in base alle esigenze del singolo paziente.
Tra i trattamenti non farmacologici, molto importante è il supporto tramite terapie comportamentali e psicologiche, che possono aiutare i bambini a gestire meglio tutti gli aspetti emotivi e comportamentali coinvolti dalla patologia. Inoltre, recenti studi hanno evidenziato il ruolo della vitamina B6 nell’epilessia infantile, soprattutto nel caso di di epilessia farmacoresistente.
La ricerca scientifica è sempre alla continua esplorazione di nuove opportunità terapeutiche per migliorare il benessere dei giovani pazienti. Proprio nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, Cor.Con. International ha ricevuto il sostegno delle istituzioni tramite il progetto approvato nell’ambito dei Fondi Europei della Regione Emilia-Romagna – Por Fesr 2014-2020: grazie ai fondi, verrà sviluppato un nuovo integratore per l’epilessia infantile destinato a trattare le comorbidità e gli effetti collaterali nei soggetti epilettici, supportando così le terapie farmacologiche in atto e migliorando la qualità della vita del bambino.
Epilamba Junior, il nuovo integratore per l’epilessia infantile è la risposta di Cor.Con. International alla creazione di una innovativa formulazione di integratori alimentari basata su modulatori fisiologici per alleviare tutti i sintomi associati alla patologia pediatrica. L’efficacia clinica del nuovo integratore è in fase di studio grazie alla collaborazione con l’IRCSS Giannina Gaslini e l’Università di Parma.
Come abbiamo visto, i diversi tipi di epilessia infantile e le comorbidità necessitano di un approccio multidisciplinare e personalizzato. Tuttavia, grazie ai progressi della ricerca e all’implementazione di nuove terapie, si delineano prospettive promettenti per un futuro in cui i bambini affetti da epilessia possano vivere sempre più liberi dai sintomi.