L’osteopenia è una condizione comune, caratterizzata da una riduzione della densità minerale ossea (BDM) che la rende meno grave dell’osteoporosi ma comunque da tenere monitorata. Per chi opera nell’ambito farmaceutico, dunque, è essenziale comprendere questa condizione per offrire soluzioni efficaci a una fetta di mercato sempre più grande. In questo articolo tratteremo cos’è l’osteopenia, quali sono le sue cause, i sintomi e soprattutto cosa fare per evitare che si trasformi in osteoporosi.

Cos’è l’osteopenia?

Osteopenia è un termine utilizzato in medicina per indicare una diminuzione della densità minerale ossea al di sotto dei livelli normali. Ciò rende le ossa più fragili e più inclini alle fratture, sebbene in misura meno grave rispetto all’osteoporosi. Tipicamente, l’osteopenia non presenta sintomi evidenti ed è più comune tra le persone anziane, specialmente tra le donne in menopausa. Si tratta di una condizione che può verificarsi però anche in soggetti giovani con predisposizione genetica o con alcune patologie che causano malassorbimento intestinale.

L’osteopenia può essere classificata in diverse categorie, dall’osteopenia iniziale a quella severa, in base alla riduzione della densità minerale ossea rilevata tramite esami specifici. È importante identificare precocemente questa condizione per prevenire complicazioni future.

Sintomi e cause

Come abbiamo anticipato, una delle principali problematiche dell’osteopenia è che spesso non presenta sintomi, nonostante individuarla sia fondamentale per prevenire il rischio di fratture. Le cause possono essere molteplici, tra cui l’età avanzata, come preludio dell’osteoporosi in menopausa per esempio, ma anche una predisposizione familiare, alcune patologie, il fumo, l’abuso di alcol e una dieta sbilanciata.

Come si diagnostica l’osteopenia

Per identificare l’osteopenia patologica, il test diagnostico preferito è la densitometria ossea (DEXA). Questa procedura valuta la densità minerale ossea in varie parti del corpo, come la colonna vertebrale, l’anca, il femore o su tutto il corpo. La densità minerale ossea, che è inferiore ai valori normali in caso di osteopenia e osteoporosi, è il parametro chiave valutato dallo strumento.

Si tratta di un test assolutamente indolore e veloce, che non richiede una preparazione specifica. Durante l’esame, il paziente rimane completamente vestito e sdraiato su un lettino. Un braccio meccanico si muove lungo il corpo, tramite i raggi X, esamina la densità delle ossa del paziente.

Ma quali sono i valori che indicano osteopenia? Come abbiamo anticipato, la densitometria ossea valuta la densità minerale ossea e lo fa servendosi di due misurazioni principali: il “T score” e lo “Z score”. Il “T score” confronta la densità minerale ossea del paziente con quella di una popolazione sana di pari sesso e di età compresa tra i 25 ei 30 anni. Lo “Z score“, invece, confronta la densità minerale ossea del paziente con quella di una popolazione sana della stessa età e sesso.

Per diagnosticare l’osteopenia, ci si concentra principalmente sul “T score”:

  • quando questo è uguale o superiore a -1 si hanno delle ossa in salute, con una densità adeguata;
  • quando il valore è inferiore a -1 ma maggiore o uguale a -2,5 si parla di osteopenia appunto;
  • quando il T score scende al di sotto di -2,5 ci troviamo di fronte a un quadro di osteoporosi, una condizione in cui le ossa diventano estremamente fragili e soggette a fratture.

Se quest’ultima condizione è associata a una frattura, viene definita osteoporosi severa, ovvero un grave deterioramento della salute ossea che richiede un intervento medico immediato e mirato.

Cosa fare in caso di osteopenia

Esiste una cura dell’osteopenia? Fortunatamente sì: ci sono diverse misure che possono essere adottate per gestire un paziente osteopenico e prevenire la sua progressione verso l’osteoporosi. Prima di tutto, uno stile di vita sano, che includa esercizio fisico regolare e una dieta ricca di calcio e vitamina D, è fondamentale.

Inoltre, esistono integratori che possono essere utili per garantire un adeguato apporto di nutrienti essenziali per la salute delle ossa. Ad esempio, la vitamina D3 è nota per il suo ruolo nel supportare la salute ossea. Allo stesso modo, è necessario integrare questa sostanza sotto indicazione del medico, in modo che posso indicare la dose migliore per la propria situazione ed evitare così un pericoloso eccesso di vitamina D.

La prevenzione è la chiave per gestire un quadro clinico di bassa mineralizzazione dell’osso. Oltre a uno stile di vita sano e agli integratori, è importante monitorare regolarmente la salute delle proprie ossa tramite visite ed esami periodici.

Conclusione

In conclusione, comprendere l’osteopenia e adottare misure preventive è essenziale per garantire la salute del nostro organismo e prevenire complicazioni future. Con uno stile di vita sano, una dieta equilibrata e l’assistenza dei professionisti sanitari, è possibile gestire efficacemente questa condizione e mantenere un buono stato fisico nel lungo termine.